La scelta della scuola alla quale iscrivere i propri figli è indubbiamente una delle decisioni più importanti e cariche di conseguenze che i genitori sono destinati a prendere. Un’ampia serie di fattori viene presa in considerazione; quelli che direttamente concorrono alla formazione e crescita dei bambini sono particolarmente valutati ed accuratamente soppesati. Tra di essi, e spesso in primo luogo, troviamo la componente linguistica che svolge un ruolo fondamentale nella presa di coscienza, nello sviluppo e nell’apprendimento dei piccoli. Credo che nessuno degli addetti ai lavori, genitori inclusi, prenda solo alla lettera, o senza il dovuto riguardo, il termine “lingua veicolare di base”. Sappiamo bene che, se proprio di veicolo si tratta, la lingua determina buona parte del percorso iniziale e porta con sé un’inconscia impronta mentale, nonché cultura con tutte le sue determinanti annesse e connesse. Studiare in italiano non vuol dire soltanto condividere con i propri genitori un patrimonio culturale unico per ricchezza e diversità. Significa soprattutto condividere con loro un’impostazione nei procedimenti di raziocinio, comporta anche l’introduzione ad una visione umanistica della realtà man mano che la si scopre, acquisendo quindi una naturale predisposizione all’approccio interdisciplinare nell’apprendimento; magari, significa persino crescere inclini ad un sano italico scetticismo che possa meglio premunire e guidare i nostri giovani navigatori nelle loro scorpacciate informatiche.
Per scontata che possa apparire questa premessa, la credo essenziale per comprendere la ragione d’essere d’una scuola italiana a Maputo e lo sforzo profuso negli anni per far sì che studiare in italiano sia e rimanga un’alternativa disponibile in questa città ai componenti della nostra comunità e non solo.
L’insegnamento scolastico di livello primario e in conformità a programmi ministeriali italiani a Maputo risale al lontano 1978; in breve tempo la scuola si trasferì nell’attuale sede del quartiere Sommerschield dov’è rimasta ininterrottamente in funzione da quasi trent’anni. Non è retorico affermare che le attività pedagogiche che vi si svolgono costituiscono la volontà, l’impegno e la costanza di insegnanti e particolarmente di genitori che, avvicendatisi nel tempo, sono ormai riuniti in due associazioni le quali operano in maniera complementare e con una sola direzione per la realizzazione di un unico progetto formativo.
L’A.S.C.IT., la più antica delle due associazioni e che inizialmente era denominata CO.A.S.C.IT, gestisce il Giardino d’Infanzia che comprende due sezioni: l’asilo nido e la scuola materna. Il primo opera con bimbi dai diciotto mesi ai quattro anni, suddividendoli in due fasce d’età con percorsi pedagogici distinti; mentre il secondo accoglie bambini dai quattro ai sei anni e li prepara alla scolarizzazione. L’estensione dell’orario, che ormai prevede l’accoglienza dalle 7:30 ed il prelievo entro le ore 18:00, e particolarmente le molteplici formule di fruizione introdotte negli ultimi anni hanno permesso di ampliare il bacino di utenza che oggigiorno si estende oltre l’ambito della comunità italiana. La mattina opera esclusivamente in lingua italiana, mentre la lingua veicolare pomeridiana è l’inglese, fatta eccezione per le diverse attività che durante la settimana si alternano nel primo pomeriggio (educazione motoria, danza, karate, ecc.) le quali vengono condotte in portoghese. Una miscela linguistica sperimentata che, unitamente all’ampio spazio verde a disposizione e ad un favorevolissimo rapporto numerico tra educatrici e bambini, ha determinato un’offerta formativa di comprovato successo e capace di consentire ai nostri più giovani utenti un’ampia gamma di prospettive educative.
Lo stesso ente gestore organizza anche corsi integrativi di lingua e cultura italiana; programmati ai sensi della legge 297/94 per l’insegnamento di livello primario all’estero, questi corsi pomeridiani sono indirizzati ad alunni che seguono l’iter scolare in altri istituti scolastici. I corsi danno diritto all’equipollenza in Italia e costituiscono un utile strumento di sostegno e perfezionamento linguistico.
L’associazione offre inoltre corsi preparatori di Scuola Media a tempo pieno, istituiti in conformità ai programmi ministeriali italiani per la scuola primaria di secondo grado.
Propone, infine, alcune iniziative culturali e corsi serali di lingua portoghese e italiana per adulti. Di durata quadrimestrale ed offerti a prezzi accessibili, questi ultimi corsi stanno registrando un interesse ed una frequenza incoraggiante.
Il secondo ente gestore si costituì nel 1990, dando inizio ad una scuola primaria di primo grado a tempo pieno che in breve prese il nome di Scuola Elementare “Giovanni Falcone” ed ottenne il riconoscimento legale del M.A.E. con Decreto Interministeriale n. 7404 del 16/09/1993.
Per entrambe le scuole di fascia primaria è stata recentemente introdotta una programmazione sperimentale che vedrà la sua piena implementazione solo nel prossimo anno scolastico. I principali elementi distintivi sono il potenziamento dello studio della lingua inglese e della lingua portoghese, l’introduzione dello studio della storia e cultura mozambicana e l’accompagnamento strutturato nella fase di rielaborazione delle materie didattiche. Tale programmazione ha l’intuito di rendere maggiormente “internazionale” la nostra scuola associando ai regolari programmi ministeriali italiani uno studio più organico e strutturato delle lingue straniere così come della storia e cultura del paese che ci ospita. Il progetto tende a fornire ai nostri ragazzi una didattica più aperta ed attenta alla realtà nella quale vivono, fornendo i migliori strumenti affinché possano, una volta terminato il ciclo di studio dell’obbligo, inserirsi facilmente nelle varie offerte educative disponibili.
In effetti, è doveroso ricordare che nel corso di questi anni le difficoltà non sono mai mancate. In primo luogo, quelle di carattere economico e a questo proposito basta citare che per l’esercizio finanziario in corso è stato stanziato un contributo ministeriale di appena 4.000,00 euro, la cui erogazione è prevista solamente per il mese di dicembre e comporta il vincolo di portare i bilanci in pareggio a fine anno.
L’assetto stesso della scuola, di tipo associativo, spesso non ha reso agile la gestione amministrativa, particolarmente se si considera la scarsa coesione della nostra collettività che risulta sempre più disomogenea e variegata in termini socioeconomici. La compongono italiani da tempo qui residenti, in molte maniere lontani dalla madrepatria, e che spesso dispongono di limitate possibilità economiche; ma ne fanno parte anche connazionali espatriati di breve e media permanenza. Sebbene con motivazioni assai distinte, in molti sentono comunque l’esigenza di mantenere un legame culturale con l’Italia e di poterlo trasferire ai propri figli in un luogo in cui i percorsi educativi altrimenti disponibili risultano o estremamente carenti, oppure eccessivamente costosi e diversi da quelli offerti dal sistema scolastico italiano.
La forma associativa ha comunque permesso agli utenti una concreta compartecipazione alla conduzione della scuola, ovvero, all’istruzione dei propri figli. Ha inoltre garantito il calmieramento delle rette di frequenza che sono rimaste pressoché immutate negli ultimi quindici anni. Con l’intento di ampliare per quanto possibile il nostro bacino d’utenza e di rendere la nostra scuola accessibile a figli di italiani meno abbienti, è stato attuato un piano di sconti di tali quote per famiglie numerose e/o in accertate difficoltà economiche. Già da tempo sono esonerati da qualsiasi pagamento i casi di estrema e comprovata indigenza.
Articolando e rinnovando programmi didattici, così come le formule di fruizione, gli enti gestori hanno saputo dare risposte adeguate alle esigenze formative di varie centinaia di piccoli utenti che negli anni si sono succeduti sui nostri banchi. Molti di loro mantengono un forte legame con la scuola e con il personale docente per il quale spesso costituiscono un grande motivo d’orgoglio.
Due mesi fa sono stato invitato ad una festa da una mia ex alunna che all’età di 23 anni già celebrava l’ottenimento d’una laurea in giurisprudenza; sua sorella, diciott’anni, ha terminato a pieni voti l’anno pre-universitario ed è a Roma da pochi giorni per continuare gli studi. Le avevo conosciute ancora giovanissime, una in terza elementare, l’altra alla scuola materna, ma già orfane da quasi due anni. Il padre avrebbe condiviso a pieno la premessa iniziale: era stato promotore della Scuola Elementare a tempo pieno ed era Presidente del C. d. A. al momento della sua prematura scomparsa. Le sue aspettative non sono state disattese.
Silverio Lupi
Direttore
Scuola Italiana “Giovanni Falcone”
Maputo